L’importanza dell’alimentazione nel body building

Se la « conditio sine qua non » valida per tutti affinchè si raggiunga una condizione di buona e duratura salute è quella di una dieta razionale, per l’atleta deve essere una assoluta regola di vita. Non esistendo sostanze « super » capaci di potenziare il rendimento atletico, lo sportivo deve comprendere che l’ottenimento dell’optimum di performance a cui egli aspira si può raggiungere solo e solamente attraverso una condotta dietetica razionale e completa. Avendo bene in mente che mentre l’uomo comune paga l’errore alimentare di un giorno con lievi ed inavvertiti disturbi, il prezzo da lui pagato per la stessa leggerezza sarà più alto con sicuro calo di rendimento.

II body builder, colui che per allenarsi usa la metodologia del body building, indipendentemente dallo scopo ultimo dei suoi allenamenti, mira all’aumento di volume dei vari distretti muscolari quindi della forza, dato che questa dipende anche dalla misura trasversa del muscolo. L’ottenimento di ciò richiede un fondamentale equilibrio tra allenamento alimentazione recupero. In forma schematica il successo dell’allenamento nel body building è rappresentato da un triangolo equilatero a testimonianza che i tre fattori summenzionati sono egualmente importanti e tra loro in stretta interdipendenza.

L’allenamento quale agente stressante induce l’organismo a reagire (sindrome generale di adattamento) con un stimolazione delle cellule cromofobe della adenoipofisi e produzione di ACTH o Adrenocorticotropina che esercita effetto trofico nella corteccia surrenale e relativo incremento del turnover degli ormoni glucocorticoidi in via primaria derivanti da un particolare aminoacido, la tirosina (adrenalina e noradrenalina), in via secondaria del testosterone e cortisone.

na masę

Inoltre « l’effetto insulinico » derivante da una fase di shock (allenamento) con caduta del tasso glicemico e contro shock (da 12 a 24 ore dopo l’allenamento) con marcata iperglicemia, fa si che i muscoli assorbano gli aminoacidi ramificati (leucina, isoleucina e valina) essenziali per la sintesi proteica muscolare. Il recupero, qualsiasi sia la sua considerazione nel tempo: breve tra un esercizio e l’altro, medio tra un allenamento e l’altro, lungo tra un ciclo e l’altro ha fondamentalmente lo scopo di ripristinare il pool energetico psicofisico e l’eliminazione delle tossine accumulate durante la fatica.

Una distribuzione non razionale del recupero ha di conseguenza effetti scadenti se non addirittura negativi, comunque non sarebbe prevedibile l’ottenimento di un accettabile rendimento e quindi benefici muscolari. Nel corso del recupero, soprattutto durante il sonno profondo, avverrebbe la secrezione pulsiva dell’ormone pituitario della crescita (HGH o STH) stimolatore della sintesi proteica con l’incorporazione di aminoacidi nelle proteine muscolari. Per giunta entra in gioco un altro ormone, la serotonina, anch’esso sintetizzato a partire dall’aminoacido triptofano, la cui funzione di mediatore di diverse reazioni biochimiche è importantissima. L’alimentazione, intesa come rifornimento di tutti i principi nutritivi capaci di fornire l’energia necessaria per compiere tutte le funzioni vitali e rinnovare determinate strutture dell’organismo che vengono usurate nel tempo e che devono necessariamente essere sostituite.

All’inizio di questo paragrafo ho parlato di equiimportanza e di interconnessione dei tre fattori: allenamento, recupero, alimentazione. Per meglio comprendere l’asserto esaminiamo un muscolo molto a cuore al body builder, il bicipite, e vediamo cosa accade mentre esegue un curi con bilanciere. Il bicipite contraendosi provoca lo scorrimento delle fibre l’una sull’altra con attriti interni, questi saranno tanto maggiori quanto più il muscolo sarà stato accresciuto di massa (ipertrofizzato), di conseguenza si avrà produzione di calore e necrosi di cellule muscolari (shock).

L’organismo reagisce al fatto producendo un effetto super compensativo (controshock) generando cioè più cellule di quelle morte, naturalmente avvalendosi del materiale costruttivo ingerito con l’alimentazione compiendo tale processo sotto la spinta di ormoni prodotti durante il recupero. Avviene cioè l’anabolisi, il processo metabolico costruttivo che induce la formazione di nuovo tessuto. Ogni aumento di massa tessutale (iperplasia) o cellulare (ipertrofìa) comporta una riproduzione di protoplasma (materiale che forma la cellula, di natura proteica): cioè la produzione di protoplasma costituisce il denominatore comune di ogni fenomeno di crescita. A qualunque livello di organizzazione biologica non vi può essere crescita o anabolismo cellulare senza sintesi di nuovo materiale proteico.

Lo specifico aumento quantitativo delle proteine dipende dall’incremento della sintesi dei costituenti semplici (aminoacidi) e dalla diminuzione dei processi di distruzione (catabolisi). Tra i tanti fattori che concorrono all’esito positivo del processo sono da menzionare lo stato di buona salute, la dieta adeguata e bilanciata, l’attività fisica e la presenza di determinate molecole ergoniche. I processi anabolici sono regolati da particolari sostanze precedentemente menzionate, cioè gli ormoni, più specificatamente l’ormone di crescita della Pituitaria Anteriore (somatotropo), gli estrogeni, gli androgeni, l’insulina e gli ormoni tiroidei.

Il loro meccanismo d’azione non è ben conosciuto anche perché nulla si sa in definitiva sulla loro azione biochimica, un fatto però è certo, provocano un deposito e la ritenzione nell’organismo dell’azoto sotto forma di molecole proteiche inducendo il bilancio azotato ad un massimo positivo. Intervento arbitrariamente dall’esterno a modificare il delicato equilibrio di questo meccanismo biochimico, si andrebbe incontro inevitabilmente ad episodi infausti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *